Comune di Cusano Mutri  
 
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IL COMUNE
 
 
[SOMMARIO]
 
 
 
 
In questa sezione sono indicati, in particolare, elementi utili per il cittadino e per il turista: 
 
 
 
 
 
IL MUNICIPIO (*) 
regolamenti vari
ALBO PRETORIO 2014
le amministrazioni comunali
 
 
 
 
i links sottostanti sono in fase di aggiornamento e manutenzione 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
uffici comunali
4.appalti 
ALBO PRETORIO
1.APPALTI 
tasse & imposte
notizie sul territorio
dati statistici vari
2.nascite  
4.morti 
storia
1.indice 
chiese e monumenti
TURISMO
link vari  
d'interesse pubblico
1.ministeri -  regioni - provincie  
4.asl  -  università  - parchi 
 
 
 
 
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(*) 
 
Il municipio è un termine che assume diversi significati: 
in Italia, prima della riforma del 2000 (vedi oltre), era sinonimo di comune (rimane sinonimo di comune nella Regione Siciliana, che in base allo statuto di autonomia ha un proprio ordinamento degli enti locali);  
nella Repubblica e cantone Ticino designa un organo corrispondente alla giunta comunale italiana. I suoi membri, omologhi degli assessori italiani, sono detti municipali, sono posti a capo di dicasteri e vengono appellati col il titolo di onorevole, in Italia attribuito ai soli parlamentari;  
nella Roma antica un municipium era una città assoggettata all'Urbe, ma alla quale era stata concessa la cittadinanza romana, che era però una cittadinanza che oggi potremmo definire onoraria, in quanto non associata ai diritti politici (civitas sine suffragio);  
gli statuti di alcuni comuni italiani, ad esempio Roma e Genova, denominano "municipi" le circoscrizioni di decentramento comunale, che a Napoli e Venezia si chiamano invece municipalità, a Milano zone di decentramento, a Firenze e Bologna quartieri ecc.  
 
Il municipio in Italia  
Nella lingua italiana parlata si fa spesso uso della parola "municipio" in maniera impropria per indicare la sede dell'amministrazione comunale, che invece il legislatore chiama «casa comunale», «residenza municipale» (prima del nuovo TUEL: vedi ultra) o usando altre locuzioni. Ciò dipende dal fatto che nel Medioevo gli edifici pubblici caratteristici dei comuni, cioè delle città politicamente autonome, nei quali si tenevano le adunanze degli organi rappresentativi, erano detti «municipi».Via via che tutte le città ottennero l'autonomia (in particolare con la riforma di Gioacchino Murat nel Regno delle Due Sicilie, che fu l'unica riforma organica che positivizzò l'autonomia comunale che gli Stati pre-unitari ricordino), fu d'uso inscrivere sui palazzi pubblici sedi delle amministrazioni la parola «municipio». Essendo la maggior parte delle sedi comunali tuttora utilizzate risalenti a quel periodo, essi sono quasi sempre provvisti delle iscrizioni storiche.Il termine "municipio" è stato poi utilizzato come sinonimo di comune sino alla riforma degli enti locali di cui al testo unico emanato con decreto legislativo 267/2000. Tale testo, agli articoli 15 e 16, introduce l'istituto del municipio quale livello di autonomia amministrativa spettante anche ai territori relativi ad alcuni o tutti gli ex comuni, o parti di essi, all'interno di quei comuni nati per fusione o aggregazione di due o più comuni.Va sottolineato che dal punto di vista storico-etimologico, la parola municipio non è relativa al palazzo in quanto, come ricordato infra, utilizzata per la prima volta in epoca romana per indicare le città assoggettate che godevano della civitas sine suffragio, da munia, munera, plurale di munus, che significa ufficio nel senso di prestazione, servizio (dal dizionario etimologico di Ottorino Pianigiani).