Comune di Cusano Mutri  
 
 
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STORIA
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[storia locale]  i comuni della provincia di bn di A. Meomartini
 
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fonte: I Comuni della provincia di Benevento di A. Meomartini editoriale De Martini di G. Ricolo e C.
 
Cusano  
È uno dei paesi più alpestri che dalla provincia di Caserta passarono nel 1861 a questa di Benevento.  
Dal capoluogo della nuova provincia è lontano chilometri 47 e soli chilometri 10 ½ dalla sede del circondario e della diocesi, Cerreto Sannita.  
Cusano Mutri è capoluogo di mandamento, di cui fa parte Pietraroia. Chi interroga i Cusanesi ne ha per risposta che la loro patria derivi da Cossa del Sannio; e questo paese, incognito pel sito, e appena nominato da Tito Livio, se lo disputano in atavità Cusano Mutri, S. Agata dei Goti e anche Torrecuso, secondo il Mellusi.  
Già dicemmo che Cossa non poteva stare presso Torrecuso; ora diciamo che non intendiamo pronunziarci su Cusano; però la derivazione ci appare molto difficile.  
Cusano fu detto Mutri dal monte Mutrio, diramazione del Malese, sul quale vedesi edificato. Se la località fece parte dell'agro Alifano o dell'agro Telesino non è bene accertato. È più probabile la seconda delle opinioni, la quale trova sostrato non pure nella circostanza che ab antiquo Cusano fu parte della diocesi Telesina, ma ancora in due iscrizioni rinvenute nella campagna di Cusano, le quali nella raccolta del Mommsen portano i N. 4881 e 4913.  
Muta è la storia, muta è la cronaca sulle vicende del paese. Lo si rinviene nominato nel cedolario del 1320: Cusanum, per once 7, tari 15 e grana 15 nel giustizierato di Terra di Lavoro. Non ve n'è parola nel catalogo dei baroni, ma probabilmente ha seguite le sorti della casa dei Sanframondo fino al termine del secolo XV, quando nel 1467 Ferdinando I d'Aragona lo diede a Garzia de Vera. Undici anni dopo passò a un tale de Covellis, e nel 1480 ad Onorato Gaetani per permuta con Alvignano. Nel 1508 Florimondo Gaetani l'alienò a Vespasiano Colonna, e questi nel 1520 a Rainaldo Carrafa. Raimondo Carrafa vendè a Vincenzo del Tufo, e questi nel 1568 a Gorello Origlia; il quale nel 1584 permutò con Ferdinando Monsolino, che diede Faicchio all'Origlia in cambio di Cusano. Il Reggente della Gran Corte della Vicaria D. Berardino Barionori di Cervinara ottenne il marchesato della sua patria, e lo permutò su Cusano col medesimo titolo.  
Questo paese non ha grande territorio, di poco supera i cinquemila moggi, la più parte in collina e montagna, e dà i soliti prodotti delle nostre contrade. Confina con Faicchio, S. Lorenzello, Cerreto, Pietraroia.  
La popolazione è andata sempre in aumento, perché da 135 famiglie, che avea nel 1532, ne raggiunse 301 nel 1595, 311 nel 1648 e 472 nel 1669. Presentemente la popolazione è di 4874, compresa però quella di Civitella, frazione di Cusano, della quale indi a poco parleremo. Le principali famiglie locali sono quelle dei De Toro, Cassella, Orsini, Franco e Santagata, e ad esse appartengono eziandio le migliori abitazioni del paese.  
CIVITELLA  
Andando da Cerreto Sannita verso Cosano Mutri, a 4 chilometri di distanza pria di questo comune, trovasi Civitella, presentemente frazione del comune di Cusano Mutri.  
Numera 8 in 900 abitanti. Non è improbabile che Civitella abbia preso il nome da Civitas come diminutivo, piccola città, per contrapposto alla Civitas Thelesiae, che era la grande città. Presentemente la s'è voluta chiamare Civitella Licinio, e a dire il vero ignote ci sono le ragioni di questa nomenclatura.  
Esisteva nell'ottavo secolo, e insieme a Telese fu donata ai Cassinesi (Ostiense, pag. 171). È segnata per terra autonoma nel cedolario del 1320 con la tassa di once 2 e tari 22 nel giustizierato di Terra di Lavoro. Anche presentemente ha un catasto separato da quello di Cusano e un territorio speciale di circa 4500 moggi. Posteriormente fu annoverato fra i casali di Cerreto, e seguì le sorti feudali della casa dei Sanframondo e della Contea di Cerreto fino al secolo XV, quando passò ai Carafa, toltane la breve dominazione dei d'Artus.Il paese fu rovinato dal tremuoto del 1688; e il Magnati lasciò scritto nello stesso anno: "Civitella non si riconosce dove fosse stata giammai edificata, perché tutta sepolta tra le rovine degli suoi edifici e fabbriche, essendovi rimasta pochissima gente che si ritrovava fuori nelle campagne ".  
 
200309