Comune di Cusano Mutri  
 
 
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STORIA
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[storia locale] il nome e lo stemma
 
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fonte: 
“CUSANO MUTRI, il nome, lo stemma” Cusano Mutri 1998, stampato dalla Tipolitografica Nuova Impronta per conto  del Comune di Cusano Mutri -  di Vito MATURO.
Cusano 
 
     Cusano Mutri, terra abitata dell’antico Sannio Pentro, è una conca sul versante sud-orientale del massiccio del Matese, con depressione minima allo “stretto di Lavello”, mt. 257 s.l.m.. Questa forra, scavata dalle acque del torrente Titerno, che solca l’intera vallata, è anche l’unico accesso di bassa quota a quest’ultima. 
 
     La cerchia di alture trova la massima elevazione in mt. 1823, sul Monte Mutria o Mutri. 
 
     E’ da premettere che alcuni tra i più autorevoli storici ritengono che l’attuale territorio di Cusano Mutri corrisponda al sito dell’antica Cossa dei sannii, distrutta — secondo la narrazione di Tito Livio (XXIV, 22) — unitamente a Teleria, Mela, Fulfola ed Orbitanio, tutti centri abitati del cincondatario, nell’anno 202 a.C. dall’esercito del console Q. Fabio Massimo (1). 
 
     Per quanto concerne l’etimologia del toponimo Cusano, va precisato che, esso — pur con piccole varianti fonetiche e morfologiche — è assai diffuso in Italia, oltre che all’estero, anche come antroponimo. 
 
     Di località con detto nome attualmente in Italia se ne annoverano altre due: Cusano Dilanino (Mi) — prima del 1910, Cusano sul Severo (2) -, una latro Cusano nel comune di Zoppola (Pn) (3) e ancora un antico feudo, Cusanum (4), nei paraggi di Turrivalignani (Pe). Invece molteplici sono quelle con comune radice Cos-…/Cus-… e denominazione affine Chius-…. 
 
     Prima di esporre le ipotesi etimologiche dovute a vari studiosi, riportiamo un detto popolare, privo di fondamento, ma colorito ed ironico. Tale locuzione di antica tradizione, si rifà al noto episodio delle “Forche Caudine”: un gruppo di soldati romani, riusciti ad evitare i pesanti calzari sanniti sul sedere, si rifugiarono nella nostra conca, donde vennero chiamati “Culo sano”, da cui il termine “Cusano”, per contrazione (5). 
 
     Le ipotesi glottologiche fino ad oggi più accreditate sull’etimo del toponimo della nostra località, sono quattro: 
1)      Il termine Cusano deriverebbe dal latino clausus=chiuso, donde l’aggettivale clausanus, essendo il luogo completamente circondato dai monti. 
2)      Il toponimo deriverebbe dal personale latino “Cuscus” (6). 
3)      Il vocabolo risalirebbe ad una radice greca -/   (da cui lat. Koph) della lettera del greco arcaico   (“coppa”), derivata — a sua volta — dall’omonima dell’alfabeto ebraico-caldeo (in grafia, approssimativamente: Q, q; simboli originariamente riportati come stemma di Cusano, in quanto identificativi del luogo). Questa parola designa una coppa o una conca; ovvero una valle o anche un lavello (7). 
4)      Cusano deriverebbe da Cossa, la città sannitica di cui innanzi; e tanto anche sulla base della dizione “cosano”, usata in diverse carte geografiche di alcuni secoli fa. 
Allo scopo di verificare l’attendibilità di tali ipotesi ho preso contatto con studiosi delle numerose località denominate in maniera identica o similare. In generale ne è emerso che: 
a)la caratteristica morfologica di luogo circoscritto non è comune a tutte; 
b)la loro origine risale quanto meno ad età romana: 
c)sorgono in prossimità di corsi d’acqua; 
d)le ipotesi etimologiche per esse prospettate non sono certe. 
 
Di conseguenza, a mio avviso, la prima e la terza ipotesi presentano margini di incertezza,se non di improbabilità. 
 
La seconda, ovvero che Cusano deriverebbe dal personale latino “Cuscus” (per altro non attestato) più il suffisso prediale “anus”, è da accantonare in quanto, al momento, non si conosce famiglia romana benestante al punto di aver avuto possedimenti sparsi in tutto il mondo conosciuto d’allora. Per contro è altresì probabile che sia l’appellativo “Cuscus” (se è esistito) a derivare dal toponimo “Cos(s)a/Cusa”, giacchè quest’ultimo è presente in civiltà italiche ed altre, preesistenti a quella romana. 
 
Al fine di verificare la fondatezza della quarta ipotesi ho sottoposto la denominazione in questione ad una analisi esclusivamente linguistica, capace, però, di fornire una spiegazione etimologica valida per tutti i toponimi esistenti aventi radice: cos-,,,/cus-… o chius-…. 
 
Questa analisi intende prescindere deliberatamente da ogni considerazione geostorica, anche in relazione al fatto che il menzionato passo di Tito Livio ha subito differenti trascrizioni nei vari codici, proprio in corrispondenza del toponimo “Cossa”, riportato da taluni come “Compsa”. 
 
La   conclusione  raggiunta  è  sintetizzabile  nella  sequenza: greco: óo / o / > lat./etrusco / osco: Cosa/Cossa > ital. Cosano/Coseano /Cossano  (Chiusi/Chiusano) Cusago/Cusano ecc., dove: óo / o /    =aggere, terrapieno (a scopo difensivo). 
 
Pertanto: l’etimo comune a tutte le località anzidette significa “luogo difeso o fortificato”. 
 
Per quanto concerne Cusano Mutri, è da rilevare che sin dal IV sec. d.C. è sempre trascritto Cusanum (per erronea trascrizione si trova anche: Corsano, Chiusano, Cosano) ed è quasi sempre accompagnato da specificativi quali: castrum, gualdum, oppidum, ovvero protetto. Ma questo è riferito non tanto all’abitato quanto all’intera conca, essendo naturalmente imprendibile, in quanto risulta di difficile accesso; pertanto il toponimo che la designa, in questo caso, dovrebbe essere preesistente all’insediamento abitativo che ne ha assunto il nome successivamente per sineddoche. 
 
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Note: 
 
(1)      Cfr. Vito A. Maturo, Cossa… Cusano Mutri? Appunti settecenteschi inediti dell’astronomo Giuseppe Cassella, nuova proposta di sito, in “L’altra voce”, mens., n 5/6, 1996. 
(2)      Una tessera per il mosaico della “storia” di Cusano Dilanino riteniamo di poterla aggiungere anche noi,. Ci riferiamo al passo della fondazione, secondo il quale alcuni Capuani anonimati “Cubani” perche più vicini all’omonimo fiume, nel 393 d.C. furono inviati da Publio, prefetto dell’imperatore Gioviano, unitamente al alcuni Romani, come giudici al govero di Milano (Cubani ex Capua cum Romanis, ut indices ad gubernium Insubriae missi a Publio Praefecto Joviani Imperatoris anno 363) costoro avrebbero dato il nome al paese Cusano (Dilanino) e considerando lo scritto di Raffaele Maffei “Vulturnus gluvium cum oppido eiusdem nominis nunc castellum Vulturni vocatur. In antem Cusanum, Calor, caeterique circa amnes influunt”, nei Commentatiorum urbanorum Raphaelis Volaterani, Roma 1506/Parigi 1511 (cfr. “Da Cicerone a Cusano Dilanino” di Gustavo Fontanella in Cusano Dilanino documenti per un indagine sul territorio, Biblioteca Civica di Cusano Dilanino, 1978, pp. 14-16), possiamo stabilire che il fiume “Cusano”, tanto furviate per gli storici lombardi, altro non è che il Titerno, il quale solca l’intera conca di Cusano Mutri —Bn- (Cfr. Vito A. Maturo, Il Titerno un nome un fiume, in “Il Titerno” periodico dell’omonima Comunità Montana, n. 6 1996 pp. 13-15). 
Una importante conferma di quanto detto viene fornita anche da Gio. Vincenzo Ciarlanti nelle Memorie Historiche del Sannio, Isernia 1646, cap. IX, pag. 22. Descrivendo il corso d’acqua del Volturno porta “Entrano in lui molti fiumi, come Cusano, Calore, e Sabato con altri”. 
Con lo stesso nome “Cusano” anche altri studiosi del passato fanno riferimento al “Titerno”. 
(3)      Vedi Nerio Petris, La toponomastica del Comune di Zoppola, S. Vito al Tagliamento (PN) 1986, pag. 154. 
(4)      Cfr. Catalogus Baronum, commentario a cura di E. Cozzo, Roma 1984, pqgg. 305 e 411. 
(5)      Vito Maturo, la contrada di S.Antonino di Cusano Mutri, Napoli 1984, pag. 10. 
(6)      Vedi AA.VV., La  Campania paese per paese, periodico sett., Firenze 1998, n° 34, Cusano Mutri, pqg. 268. 
(7)      Vito A.Maturo, Cossa … Cusano Mutri? Op.cit.,pag.33 Ed. ancora: L.Iazzetta e G. Lucigli, Il Monaco santo, Vita del servo di Dio fra Carlo da Cusano Mutri, Marigliano (Na) 1991, pag. 15. 
 
Mutri 
 
     Con l’unificazione d’Italia, molti luoghi abitati si trovarono in una situazione di omonimia. Il ministro dell’Interno Caprilo, con circolare del 30 giugno del 1862, pregava i Comuni in essa elencati affinché deliberassero per l’aggiunta di un appellativc desunto dal sito in cui l’abitaro stesso si trovava (mare, monte, fiume, ecc.) 
 
     Cusano scelse lo specificativo di Mutri, dalla sua più alta vetta 1823 mt., la terza della Campania dopo il Miletto 2050 mt.  e il Gallinola 1923 mt., sempre dello stesso massiccio. 
 
     La nostra montagna, disposta con asse Nord/Ovest — Sud/Est, come contrafforte al lato meridionale del Matese, presenta in direzione longitudinale una gobba, con sperone pianeggiante sulla fascia dei mille metri — coltivato e ricco di fontane perenni -. Lato Cusano, che ingloba anche un giacimento alluminifero, sfruttato intensivamente dopo al I Guerra Mondiale. 
 
     La cima, con pascola ma scarsa vegetazione legnosa no è apicale, anzi piatta con avvllamenti: da essa, nelle mattinate terse si possono ammirare in lontananza i due mari opposti: Tirreno, Adriatico. Da tale sommità nasce e prende velocità, la tremenda Bora (Uòria), nota e temuta anche nella sottostante valle telesina dove viene chiamata “Cusanara”. 
 
     Sulle carte geografiche alcune volte è scritto “Mutri”, altre volte “Mutria”, ancora oggi non si sa l’esatta dizione. Questi equivoci erano usuali, poiché nel redigere le approssimative tavole corografiche dell’epoca, quasi nessuno si avventurava nelle zone interne; limitandosi ad una passiva riproduzione delle preesistenti notizie, riportando il monte sial al maschile (Mutri) che al femminile (la montagna Mutria), in base ad interpretazione personale (1). 
 
     Per quanto concerne l’origine del toponimo “Mutri/Mutria”, mentre la derivazione appare incerta, il significato è: “superbo, altezzoso, corrucciato”, che ben si addice all’aspetto del monte. 
 
     Come vedremo Mutri o Mutria è una corruzione della originaria denominazione; che era Mutilo (in dialetto Mutilie), nome diffuso sin dall’antichità nel nostro Sannio Pentro anche come antroponimo. Basti ricordare l’embratur C. Papio Mutilo comandante in capo dell’esercito nella Guerra Sociale (anni 91 e seg. A.C.). 
 
     Il significato del termine è lineare: mutilato, monco, tronco, come la nostra montagna. La sua etimologia è parimenti chiara: dal greco  /   =monco. 
 
     La Bolla del 6 luglio del 1852 di Pio IX “Compertum Nobis”, relativa alla separazione della diocesi di Alife da quella di Cerreto, reca infatti la dizione “Mutilo” (2). Ed anche nella Statistica Murattiniana del 1811 per i circondari di Cerreto e Cusano è scritto Mutilo (3). 
 
     A conferma inoppugnabile, nel catasto di Giuseppe Napoleone Bonaparte, redatto nel 1807 dal Dottore di Medicina Bartolomeo Perfetto coordinatore, dallo Speziale Giuseppe Paolillo Scrivano, dagli Indicatori Filippo Maturo e Matteo Guarino Agrimensori del Corpo Decurionale, tutti cusanesi, è sempre riportato “Mutilo”: e chi più di loro lo poteva sapere?1(4). 
 
     Questa dizione è ravvisabile ancora nel toponimo di Pietraroja “Mutiliglie”; indicante tutt’oggi, la parte più alta della montagna, luogo che a Cusano attualmente è detto “Mutricchio”. 
 
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Note: 
 
(1)      Si consideri che il torrente Titerno, in alcuni casi, è riportato con il nome di Cusano. 
(2)      Cfr. Dante B.Marrocco, Il vescovato Alitano nel Medio Volturno, Napoli 1979, pag. 13. 
(3)      Carmine Cimmino, la statistica del regno di Napoli del 1811: le relazioni sulla caccia, pesca, economia rurale e manifatture per i circondari di Cerreto e Cusano, in Rivista Storica di Terra di Lavoro, Caserta 1978, n. 1, pag. 122. 
(4)      Cfr. Vito Maturo, Cusano Murri nel Catato Rurale di Giuseppe Napoleone Bonaparte, in Annuario dell’Ass. Storica del Medio Volturno 1983, Napoli 1984 pp. 241-255. 
 
 
Lo stemma 
 
     Fin dalla sua prima apparizione sulla terra l’uomo ha sempre cercato un segno identificativo per lasciare un’impronta del suo passaggio. Il bisogno di questi simboli era ancor più sentito dalle comunità. 
 
     Cusano adottò nell’antichità la lettera Q, q, indifferentemente maiuscola o minuscola (1), che, oltre ad essere un segno ideografico “raffigurandosi in esso il recinto dei monti, e l’unica strada di sbocco, che apriva la comunicazione con Cerreto” (2), è anche un suono onomatopeico rifacendosi al fonema “Cu…”. 
 
     Ancora per tutto l’Ottocento la lettera Q si osserva scolpita sopra termini lapidi di confini con i Comuni limitrofi (3). E’ da aggiungere però, che questo uso era dovuto anche ad una ragione pratica, per non far sorgere equivoci, in quanto pure Cerreto e Civitella usavano la stessa consonante iniziale C. 
 
     Quando — alla fine del V sec. d.C. — Cusano divenne un consistente nucleo abitativo, fortificato con tre torri, queste, su tre monti in pianto, furono incluse nell’arcaica “impresa” Q (4). 
 
     Il nuovo emblema fu mantenuto fin oltre l’anno 1100, quando “poi dopo fatte l’altre due Parrocchie (S.Nicola e S.Giovanni Battista) fu mutata con la guarnitione di tre Campanili” (5). 
 
     In questo passaggio deve inserirsi “In un sigillo antico appartenente alla nostra Università (….). Si vede un uccello sulla Torre di Mezzo e due croci sulla altre due torri” (6). 
 
     Dalla fine del 1500 alla Repubblica Napoletana (1789), il sigillo ufficiale della Universitas Cusanese consistette nei tre campanili parrocchiali che sovrastavano una muratura listata inglobante l’antico grafo Q,rinvenibile anche come timbro a secco; il rifacimento i all’ampliamento circoscritto dell’abitato (7). 
 
     Con il Regno d’Italia si passa al nuovo: l’emblema Municipale diventa “In campo d’argento 3 torri in sbarra su colline verdi al naturale” (8); ovvero quello attuale. 
 
     L’attaccamento alla vecchia marca, però, continua, ne è riprova il contrassegno dell’Ottocentesca “Società Operaia di Mutuo Soccorso Cusanese”. Tre torri in orizzontale con una stella in alto a destra e la sigla SPQR nel sovrastante cartoccio, di cui si ignora l’esatto significato (9). 
 
     Si ritrova integralmente questo segno distintivo in una coccarda della “Society Operaia Italiana Mandamentale Cusanesi Costituito in New Havem Conn. 1910 e in medaglie di bronzo. 
 
     Un inispiegabile stemma è attribuito a Cusano Mutri — un torrione — in un fregio maiolicato all’esterno del palazzo della “Camera di Commercio” a Benevento, fabbrica innalzata in epoca fascista. 
 
 
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Note: 
 
(1)      Tav. I, ill. 1 e 2, da: Vito Maturo, Norizie diverse in Cusano, storia, cronaca e costume da un inedito settecentesco, Napoli 1983, pagg. 18 e 14. 
(2)      Vito Maturo, Il cantuccio Svizzero, dati storia e cornaca della conca Cusanese, da una memoria ottocentesca, Napoli 1985, pag. 16. 
(3)      Tav. I ill. 3 e 6. 
(4)      Tav. I ill. 4. 
(5)      Renato Pescitelli, Chiesa Telesina, luoghi di culto di educazione di assistenza nel XVI e XVII secolo, Benevento 1977, pag. 157. 
(6)      Tav. II ill. 7, cfr. V:Maturo, Norizie diverse in Cusano, ….op.cit., pag. 21. 
(7)      Tav. II ill. 8. 
(8)      Dante B:Marrocco, Guida del Medio Volturno, Napoli 1986, pag. 51; tav. II ill. 9, e 12; vedi copertina. 
(9)      Tav. II, ill. 10. cfr. V.Maturo, Il Cantuccio Svizzero, ….op. cit., pag. 16. 
(10 Tav. II ill. 11. 
 
 
 
Le Torri      
 
     Molto si è detto — non sempre con cognizione — a proposito dell’ìubicazione delle tre torri in diagonale dell’attuale emblema comunale (1), poco del sito delle tre torri — in piano degradati ai lati — su ponticelli, della “impresa” dell’antica “Terra” (2). 
 
     Di queste ultime il m.s. “Cenni di Storia Patria” d’inizio Settecento è chiaro (3). Alla fine del V sec. d.C. l’abitato “era circondato da tre Torri, una che al presente vedesi sita sopra un Sasso attaccato col Palazzo Marchesale, e Case del Castellano, questa ora smozzata (l’ultimo pezzo fuoriuscente fu abbattuto per motivi di sicurezza alla metà degli anni Trenta) (4), ed era la Torre maggiore, un’altra sotto le Mura della Chiesa (5) (SS:Pietro e Paolo) quale sta diruta attualmente più della metà (l’identificazione del sedime è certo, anche se è stato laborioso determinarlo data la difficoltà orografica. Si tratta di uno spuntone roccioso che parte in un orto di “Capafuro”, dove è ancora riconoscibile il rinzaffo di base, e si eleva fino al livello di via S.Pietro, a sud-est dell’omonima chiesa. E’ stata completamente demolita, attualmente è un panoramico poggio di proprietà del dott. E.Altieri) ed un’altra da piede il Fosso che ora dicesi Le Forgie, che sta in piedi”. Questa è ancora integra (6). 
 
     Il notario Andrea Cassella nel 1793 al riguardo così annotava: “Sono andata ad osservare dalla parte del Fosso il luogo che corrisponde alle Ripe (Forgie), ed ho osservato che quel luogo, che si dice essere stato una delle Torri antiche è realmente così. Da poiché la parte, che appartiene al di sotto della Torre è formata cogli avanzi, come si costuma in tutte le Torri così” (7). 
 
     In epoca Unitaria si mantenne la vecchia valida logica, nel dotarsi di una figurazione simbolica, tenendo conto dell’impianto dell’abitato del tempo (8); conservandosi all’incirca sino al presente. 
 
     Iniziando da sopra è riportata la “Maggiore” sulla “morgia” di piazza Lago (9); la seconda è una domus fortis, ovvero il fabbricato cosiddetto “Torrione”, davanti alla chiesa di S.Nicola, dominante la sottostante piazza Roma (10). In questa casa aveva sede l’antica Università poi Municipio: Esso passò all’attuale stabile (palazzo Franco) che il Comune comprò, pare, da un tal Nicola Vitelli alla fine dell’Ottocento. 
 
     La terza emerge spontanea, considerando che “….si risolse per bene comune crescere l’abitazioni (….), sino ad un fortino in quel tempo a qual uso fatto, detto ora la Torricella” (11). Di questa resta solo la base ben identificabile olte che il nome “Torricella” al borgo. E’ più giù della “Porra da Piede” e affaccia sull’attuale via S.Giovanni (o via Portapiede) scendendo a sinistra in alto (12). 
 
     Per gli antichi simboli cusanesi c’è un risveglio: diversi li ripropongono come logo proprio. 
 
     E’ da condannare — tramandandone memoria ai posteri — chi non ha rispetto per il nostro passato: tale fu chi eliminò l’affresco dello stemma nella Casa Municipale (13) in occasione dei vandalici lavori di modificazione fatti negli anni, fine Settanta-primi Ottanta. Lavori peraltro iniziati senza licenza edilizia e fermati dalla Sovrintendenza per i BB.AA.AA.AA. e SS. (14). 
 
 
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Note: 
 
(1)      Cfr. Emma Giardina Cassella, Cusano Mutri (Benevento), IV ed., Roma 1984, pag. 29. Ed ancora della stessa A., Canti del Sannio, Roma 1970, pagg. 15-16. La torre che si vuole sopra la collina “Calvario” è fuori dell’abitato, come pure quella lalla località “Mandre”. Quest’ultima era una colombaia sopraelevata in corrispondenza del protone di una distinta casa colonica (detta ancor oggi “Torre”), demolita verso la metà degli anni Venti, perché pericolante. 
(2)      V.Maturo, Notizie diverse in Cusano, storia, cronaca e costume da un inedito settecentesco, Napoli 1983, pag. 5-8; tav.I ill. 4. 
(3)      Renato Pescitelli, Chiesa Telesina, luoghi di culto di educazione di assistenza nel XVI e XVII secolo, Benevento 1977, pag. 153. 
(4)      Tav. III ill. A1. 
(5)      Ibidem ill. III. 
(6)      Ibidem ill. II. 
(7)      V. Maturo, Notizie diverse in Cusano, ... op. cit., pag. 18. 
(8)      Dante B.Marrocco, Guida del Medio Voltturno, Napoli 1986, pag. 51. 
(9)      Tav. IV ill. A1. 
(10)      Ibidem ill. B. 
(11)      R.Piscitelli, Chiesa Telesina, …., op. cit., pag. 156. 
(12)      Tav. IV ill. C. 
(13)      Per la “storia”: l’amministrazione era comunista capeggiata dal sindaco prof. Nicolino Vitelli. Il progettista era l’ing. Gaetano dell’Aversano, tecnico onnipresente nelle estemporanee opere della zona. In occasione di detti lavori “svanì anche un quadro racchiudente un foglio, ornato a pastello, con la scritta “Presenti alla Bandiera” e l’elenco dei caduti in guerra mancanti sul lapideo monumento cittadino. Il posto fu preso dagli “Dei” del momento. 
(14)      Cgr. In arch. com. Di Cusano Mutri, lettera del 7/11/1980, protocollo 15798, del Soprintendente Aldo Grillo che tra l’altro scrive: “Si coglie l’occasione per invitare codesto Comune, come già fatto in passato, ad una maggiore sensibilità per I problemi della tutela architettonica e ambientale”. 
 
 
200309