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COMMEMORAZIONE DEI 19 CADUTI IN IRAQ ai piedi del monumeto oggi 14 novembre 2003 
alla presenza di un folto pubblico e delle scolaresche delle medie, elementari e asilo del  comune
al
 
 
 
COMMEMORAZIONE DEI 19 CADUTI IN IRAQ 
discorso del sindaco
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Un momento della commemorazione. In primo piano da sinistra: il maresciallo dei carabinieri Leone, il preside Mongillo, il sindaco Maturo.  Per altre immagini cliccare a lato
 
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Proprio domenica scorsa abbiamo celebrato in questo preciso punto la commemorazione del IV novembre, qui ai piedi del monumento dedicato ai nostri caduti in guerra. 
 
Qui abbiamo deposto questa corona di alloro dal significato metaforico notevole. 
 
Con la corona d’alloro sono stati da sempre celebrati gli eroi, ed ogni anno noi celebriamo i nostri caduti come eroi, perchè col prezzo della loro vita hanno reso grande e libera la nostra amata Italia. 
 
Oggi siamo qui nuovamente raccolti per celebrare 19 altri eroi, tra cui 12 Carabinieri, che hanno pagato con la vita l’impegno di portare pace, stabilità e democrazia in un paese lontano da noi il cui popolo era oppresso da una terribile dittatura. 
 
Non è un caso che tale compito era stato affidato agli italiani, un popolo espansivo ed altruista per natura, come non è un caso che tale compito sia stato assegnato proprio ed in particolare all’Arma dei Carabinieri, che quotidianamente presidiano ogni angolo del nostro paese a dare sicurezza e tranquillità, costituendo il primo baluardo di difesa dei diritti di noi cittadini. 
 
Non è un caso che uno degli Eroi più grandi dei nostri tempi è proprio un Carabiniere, Salvo d’Acquisto, che immolò la propria vita per salvare 22 innocenti scelti a caso dai nazisti per vendicare alcuni loro commilitoni. 
 
Come Salvo d’Acquisto allora, così i nostri Carabinieri oggi hanno immolato la propria vita per garantire i più alti valori umani, quali la democrazia e la libertà, a quel popolo lontano. 
 
Non più tardi di domenica scorsa io stesso, da questo stesso posto, con un discorso che poteva sembrare di rito, ma che i fatti hanno invece dimostrato essere attuale e reale, avevo ricordato tutti quei nostri giovani militari impegnati, lontano dai loro affetti, in diverse parti del mondo in missioni di pace, a tutela e garanzia della democrazia e libertà. Li avevo ricordati come eroi viventi, al pari dei nostri reduci, perchè come i reduci solo il caso aveva voluto che fossero ancor presenti in mezzo a noi, così i nostri militari, impegnati in queste missioni, solo per buona sorte sarebbero potuti tornare all’affetto dei loro cari. Ebbene la buona sorte non è stata dei 19 caduti del 12 novembre, cosi che oggi celebriamo i nostri 19 eroi alla memoria. 
 
Un pensiero particolare però deve necessariamente andare a tutti coloro che continuano ad essere impegnati in queste missioni, perchè ancor più oggi lo fanno con la consapevolezza del rischio di non poter riabbracciare l’affetto dei loro cari. 
Ma il medesimo pensiero di riconoscenza va anche a coloro che in passato sono già stati impegnati in missioni di questo tipo, perchè vi si sono dedicati con lo stesso spirito di altruismo e sacrificio, e tra questi vi sono, e lo ricordo con orgoglio,  diversi nostri concittadini. 
 
Pertanto, alla luce dei fatti, fortemente indignato per il vile attentato che ha colpito in Iraq la Forza di Pace Italiana, con sentimenti di profonda commozione per la sì tragica perdita di tanti giovani della Benemerita, che con il loro estremo sacrificio hanno contribuito, anche oggi ad esaltare il fraterno spirito umano che da sempre ha caratterizzato i figli d’Italia in ogni parte del mondo, unitamente all’Amministrazione ed alla cittadinanza tutta, mi stringo all’Arma e alle famiglie degli immolati giovani con sentito cordoglio, ringraziando ancora una volta l’Arma dei Carabinieri per il contributo di sangue versato a tutela della pace. 
 
VIVA I NOSTRI EROI, VIVA I CARABINIERI, VIVA L’ITALIA 
 
     Cusano Mutri, lì 14 novembre 2003 
 
IL SINDACO 
-dr. Giuseppe Maria Maturo- 
 
 
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